E' arrivata la prima sconfitta per la under 19


Prima di tutto vorrei mettere in chiaro una cosa: la sconfitta ci sta tutta: i "grandi" (A. e M. Antonaci, Cataldo) ed anche i più giovani (il furetto Ancona, ad esempio, gravato ben presto dai falli) non erano ieri in grande giornata, con bassa percentuale nel tiro, errori nei passaggi; forse erano irretiti dalla feroce concentrazione e dalla aggressività degli avversari.
Certo qualcosa del loro ce l'hanno messa anche i signori in grigio: uno dei due sembrava il migliore Concetto Lo Bello (arbitro di calcio molto noto negli anni '60, famoso per gli atteggiamenti plateali ed istrionici), nel voler farsi notare più dei giocatori in campo; l'altro sembrava sintonizzato su Sky, su una partita che non era quella che si giocava in campo. Per dirne una (sarebbe molto lungo l'elenco degli episodi che ci hanno lasciato perplessi): verso la fine della partita, su Bisanti assolutamente fermo, sembrava una statua di marmo, si è schiantato un avversario con la palla ... è stato fischiato fallo al povero Ludovico, colpevole di aver occupato spazio laddove forse non doveva. Altro episodio strano, sicuramente in buona fede, ma strano, la fermata del cronometro, nel primo quarto, dopo un canestro dei nostri, quando mancavano 5" alla sirena. Questa interruzione ha permesso ai ragazzi del Monteroni di fare canestro e di portarsi sul 20-19.
Nulla toglie che abbiamo meritato la sconfitta. Quindi, forza ragazzi, alla prossima andrà sicuramente meglio!
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Finalmente basket!!
Finalmente basket!! Così la sintesi dello stato d’animo dopo l’incontro di lunedì 11 gennaio 2010 contro la Pallacanestro Monteroni. In un campionato U19 particolarmente avaro di emozioni la partita clou non ha deluso le aspettative: anzi!
Le squadre in campo si riscaldano organizzate e precise; ogni viso mano a mano che i minuti trascorrono si tende sempre più: non ci sono sorrisi e battute come al solito, pochi errori negli esercizi di rito, belle schiacciate nei due campi: “sti ragazzi fisicamente sono davvero fortissimi…” sento dire da uno spettatore accanto!
In orario si aprono le ostilità con una positiva partenza del Lecce che tiene a bada l’irruenza dei padroni di casa giocando punto a punto. Più ordinata la squadra monteronese che cerca, senza mai forzare, di servire De Nunzio e soci sotto canestro.
Il Lecce è meno “squadra” del solito: si affida alle incursioni individuali e non sfrutta al massimo le numerose soluzioni per il pivot Cataldo. I migliori avversari già con due falli e tanto tempo ancora da giocare. Le soluzioni individuali ricercate hanno poco successo, scaturiscono da una fretta parossistica che innervosisce chi sbaglia e i compagni: niente disturba la concentrazione quanto la sensazione di “correre a vuoto”. Chi è in possesso di palla tende a cercare la penetrazione passando solo quando non sa più che fare: ci si libera del pallone invece di cercare linee di passaggio libere. La partita sta assumendo chiari contorni: la ricerca dell’1c1 delle nostre guardie sta pagando poco in termini di punti ma molto dal punto di vista dei falli personali avversari. Terzo tempo all’insegna della squadra di casa più aggressiva in difesa, più concentrata e grintosa, attenta a servire sotto canestro, sostenuta da compagni in panchina caldissimi. Già!!! Il sostegno della panchina: dagli spalti, lo sguardo d’insieme di campo e panchine fa rilevare facilmente la grande differenza di “clima” dietro ai cartelloni pubblicitari. Che succede ai panchinari? Si gioca e ci si allena in tredici e si vive al 100% la partita. Mai più teste mosce quindi, già dalla prossima occasione!! Coach Fiorentino fa ruotare le entrate adeguando gli assetti alle sostituzioni avversarie e ai nostri momenti di scarsa lucidità.
Una serie infinita di ottime linee di passaggio per Cataldo non sono sfruttate dai compagni che poi forzano soluzioni invece di ricominciare i giochi per servirlo: per qualche minuto anche Claudio “perde” la sua giornata di grazia non riuscendo a restare freddo e concentrato. I suoi compagni devono cercarlo di più, è vero, ma lui deve migliorare la presa di posizione e i movimenti di braccia e mani per offrire bersagli più ampi e sicuri a chi deve passare.
Quarto periodo nervoso, tutti in campo a tratti sembrano aver perso il controllo della situazione. Come prevedibile arrivano le uscite per falli e la squadra leccese rosicchia punto su punto al vantaggio monteronese che a meno di 4 minuti dalla fine arriva a 15 punti.
I giochi si riaprono e il nervosismo in campo è quello che fa del basket IL GIOCO più bello del mondo. A 58” dal termine siamo a meno 5 e rubiamo palla, parte un coast to coast che si conclude amaramente con uno sfondamento sacrosanto: bravo il difensore del Monteroni a piazzarsi a destra del canestro costringendo il mancino Quarta ad una fatale indecisione. La partita è lunga ancora una eternità ma inspiegabilmente la difesa aspetta nella propria metà campo gli avversari per tre azioni senza mai interrompere il cronometro con un fallo: …e pensare che dalla lunetta negli ultimi turni c’erano stati pochi successi per gli avversari. Fischio finale e applausi per i padroni di casa che hanno vinto con merito. Un plauso ai nostri ragazzi, le partite dense di tante emozioni e situazioni insegnano tanto, gli errori compiuti vanno riconosciuti così come i meriti degli avversari. Voi ci avete creduto fino all’ultimo ma le partite come questa si vincono con più freddezza e agonismo: il binomio vincente quando ogni pallone pesa una tonnellata.
Ah!! Si! Dimenticavo gli arbitri! Fanno parte del gioco. Stop.